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Secolarizzazione dei beni ecclesiastici
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Per mwbasecolarizzazione dei beni ecclesiastici si intende il fenomeno, più volte accaduto nella mwbqstoria, del passaggio in mano mwbglaicale dei beni della mwbwChiesa cattolica.

Contents


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L'epoca della riforma protestante

Il primo grande fenomeno fu determinato dalla mwcwriforma protestante. In mwdaGermania pressoché tutti i vescovati e le mwdqabbazie erano detenute esclusivamente da membri della classe nobiliare, che molte volte si tramandavano le cariche ecclesiastiche all'interno delle proprie famiglie. Del resto, lo stretto intreccio tra cariche principesche o comitali laiche e cariche ecclesiastiche rendeva difficile capire quali situazioni erano conformi alle leggi e ai canoni e quali erano abusi.

Con la riforma luterana avvenne il fenomeno che vescovi e abati, divenuti luterani (e dopo anche mwdwcalvinisti) avocavano alla propria famiglia e consideravano ereditari i beni dapprima collegati a cariche ecclesiastiche. Uno dei casi più rilevanti fu la secolarizzazione dei beni dell'mweaOrdine Teutonico, trasformato in mweqDucato di Prussia a favore degli mwegHohenzollern. L'imperatore mwewCarlo V intervenne, considerando illegittime queste secolarizzazioni. La Germania centro-meridionale, in genere si adeguò all'ordine imperiale, a differenza di quanto avvenne nelle regioni della Germania del Nord.

Nel mwfq1555 la mwfgpace di Augusta consolidò la situazione esistente, legittimando le secolarizzazioni intervenute fino al mwfw1552, definito Anno normale, stabilendo invece la restituzione dei beni secolarizzati in epoca successiva. Tuttavia queste clausole non furono accettate da parte protestante. Ciò fu una delle cause della mwgqguerra dei trent'anni. Con la mwggpace di Vestfalia, uno dei temi centrali fu lo spostamento dell'anno normale, l'accordo fu trovato fissando il nuovo anno normale al mwgw1624: in tal modo vengono riconosciuti ai protestanti 3 arcivescovati, 13 vescovati e migliaia di chiese e monasteri.

Elenco delle diocesi cattoliche soppresse

mwhgArcivescovati

• mwiqAmburgo
• mwiwBrema (1648)
• mwjqMagdeburgo (1524)

mwjwVescovati

• mwkgLubecca
• mwlaRatzeburg (1554)
• mwlgCammin (1536)
• mwmaVerden (1568)
• mwmgHavelberg
• mwnaBrandeburgo
• mwoaHalberstadt (1648)
• mwogMerseburg (1543)
• mwpaNaumburg (Zeitz) (1564)
• mwpgMeißen
• mwqaMinden (1546)
• mwqgSchwerin
• mwraMünster, dal 1529 al 1535
• mwrgPaderborn, dal 1532 al 1604
• mwsaCostanza, dal 1627 al 1548
• mwsgOsnabrück, parzialmente dal 1648
• mwtaAugusta, dal 1527 al 1547
• mwtgHildesheim, dal 1514 al 1630

Le secolarizzazioni della Rivoluzione francese e dell'età napoleonica

Una grande secolarizzazione di beni ecclesiastici avvenne durante la mwuqRivoluzione francese.

Il 2 novembre mwuw1789, su proposta di mwvaTalleyrand, mwvqvescovo di Autun, i beni del clero furono messi a disposizione della Nazione per l'estinzione del mwvgdebito pubblico. Essi divennero dei beni nazionali che sarebbero stati venduti in lotti per ricoprire il deficit dello Stato. Lo stesso anno vennero introdotti gli mwvwassegnati, una forma di carta moneta garantita dai «domini nazionali», che i detentori potevano scambiare con i terreni confiscati. Utilizzati inizialmente come buoni del Tesoro, essi ricevettero mwwacorso forzoso nell'aprile mwwq1790 per divenire una vera moneta. Furono emessi circa 400 milioni di assegnati e questo fu l'inizio di un periodo di forte inflazione.

Misure analoghe riguardarono le varie repubbliche che le armate rivoluzionarie e poi quelle napoleoniche diffondevano in Europa, ed in particolare in mwwwItalia.

Il trattato di Lunéville

Un risultato indiretto del nuovo clima toccò anche il mwyaSacro Romano Impero, alla vigilia della sua definitiva cessazione. Nell'impero, anche dopo la mwyqpace di Vestfalia del 1648, sopravvivevano molti mwygprincipati ecclesiastici che furono tutti secolarizzati con il mwywtrattato di Lunéville, con la mwzamediatizzazione di vari principati, contee e signorie posti sulla riva sinistra del mwzqReno (mwzgAlto Reno, mwzwVestfalia).

Essi erano:

principato arcivescovile di Colonia (principe elettore)
• principato arcivescovile Treviri (principe elettore)
• principato arcivescovile di Salisburgo
• principato vescovile di Augusta
• principato vescovile di Bamberga
• principato vescovile di Breslavia
• principato vescovile di Corvey
• principato vescovile di Eichstätt
• principato vescovile di Fulda
• principato vescovile di Hildesheim
• principato vescovile di Costanza
• principato vescovile di Lubecca
• principato vescovile di Münster
• principato vescovile di Osnabrück
• principato vescovile di Paderborn
• principato vescovile di Passavia
• principato vescovile di Ratisbona
• principato vescovile di Spira
• principato vescovile di Worms
• principato vescovile di Würzburg

Le secolarizzazioni in Italia

Nel mwbaGranducato di Toscana dal 1786 fu avviata la soppressione dei conventi ed il passaggio dei loro beni al Granducato. Il mwbqRegno di Sardegna aveva imboccato la strada della secolarizzazione dei beni ecclesiastici già dal mwbg1773 dopo la soppressione della mwbwCompagnia di Gesù, convertendo gli edifici ex gesuitici in caserme o affidandone la gestione al mwcaclero secolare (scuole, università, seminari e istituti di formazione). I gesuiti ritornarono in possesso dei loro beni e chiese a partire dal mwcq1823 ma li persero nuovamente nel mwcg1848. Con la legge del 25 agosto, oltre a espellere tutti i gesuiti, mwcwCarlo Alberto sopprimeva l'ordine in mwdaSardegna e nelle regioni di terraferma e ne incamerava tutti i collegi, convertendoli ancora ad uso militare o affidandoli a laici e religiosi secolari. Le chiese, invece, passarono all'amministrazione e giurisdizione diocesana. Con le mwdqleggi Siccardi iniziò la normativa contro la mwdgmanomorta.

È del 29 maggio mwea1855 la più famosa legge che abolisce tutti gli Ordini religiosi privi (secondo la legge) di utilità sociale (agostiniani, carmelitani, certosini, mweqcistercensi, cappuccini, domenicani, benedettini e altri) e ne espropria tutti i conventi (335 case), sfrattando 3733 uomini e 1756 donne.

Le leggi eversive

(dal mwfqlatino mwfgeversio = distruzione, abbattimento)

Dopo la legge 7 luglio mwga1866 di soppressione degli Ordini e delle Corporazioni religiose, la legge 15 agosto mwgq1867 stabilì la liquidazione dell'Asse ecclesiastico.

Con queste due leggi, lo mwgwStato mwhaitaliano operò per la prima volta una forma di mwhqintervento diretto nell'economia, togliendo il riconoscimento di «ente morale» a tutti gli mwhgordini, mwhwcorporazioni nonché mwiacongregazioni di carattere ecclesiastico, sicché il mwiqdemanio dello Stato acquisì tutti i beni ecclesiastici.

I fabbricati mwiwconventuali incamerati dallo Stato vennero poi concessi ai mwjaComuni e alle mwjqProvince (con la legge del mwjg1866, art. 20), previa richiesta di utilizzo per pubblica utilità entro il termine di un anno dalla presa di possesso.

Nelle leggi del 1866 e mwka1867 non furono previste forme particolari di tutela dei mwkqbeni immobili dei mwkgmonasteri. Spesso, numerose chiese vennero allora indicate come "monumentali" per evitare gli effetti dell'art. 33 della legge del 1866, e cioè per evitarne la chiusura e l'acquisizione al demanio. Ciò accadde ad esempio nel caso del chiostro e della mwkwchiesa di San Nicolò in mwlaCatania, riconosciuto come "monumento" dal Ministero della Pubblica Istruzione con un decreto speciale del 25 giugno mwlq1869.

Voci correlate
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Collegamenti esterni

• citerefdss(IT, DE, FR) Secolarizzazione dei beni ecclesiastici, su hls-dhs-dss.ch, Dizionario storico della Svizzera.